Nella quotidianità del mio lavoro mi sono spesso trovata a ragionare sul rapporto tra il concetto di casa ed il concetto di felicità.
Vi dirò da subito che nelle mie riflessioni non sono giunta ad una certezza a riguardo. Sicuramente è un argomento iper complesso e pieno di sfaccettature date dai vissuti di ciascuno di noi.
Quello che vi posso dire, da ciò che ho notato con l’esperienza, è che la casa è il luogo in cui ognuno di noi esprime la propria interiorità. Questo avviene indistintamente dall’aver avuto un interior al proprio fianco o meno, è un’azione spesso inconscia.
La casa grande, piccola, in affitto o di proprietà che sia diviene un riflesso di noi.
Gli oggetti di cui ci circondiamo, le stanze di casa in cui passiamo maggior tempo raccontano di noi e di ciò che è importante per noi.
La felicità è uno stato che non dipende esclusivamente da fattori materiali, ma gli oggetti, i colori, gli arredi, la funzionalità degli spazi di casa per me contribuiscono molto!
Sono giunta alla conclusione che felicità e casa sono interconnesse a volte e alle volte non lo sono. Il loro rapporto varia con il nostro cambiare nel tempo.
Se avete voglia di approfondire l’argomento vi consiglio di leggere il libro da cui ho tratto la citazione di oggi!
“The architecture of Happiness” (Architettura e Felicità il titolo italiano) di Alain De Botton
Io l’ho trovato molto interessante! È un racconto filosofico e pratico del legame tra architettura e felicità ed è scritto con ironia e consapevolezza. Poi aspetto di non minor importanza, è corredato da un ricco catalogo di foto per non perdersi eccessivamente nei meandri della storia dell’architettura.
Buone riflessioni e buona lettura!
Con cuore,
Caterina.

