Autore: Caterina

  • Open space, un racconto di abitudini di vita?

    Open space, un racconto di abitudini di vita?

    Vi siete mai soffermati a ragionare sull’utilizzo dell’open space nella vostra casa?

    Se ancora non lo avete fatto questo articolo fa al caso vostro!

    Partiamo dalle basi, cosa si intende per open space? Sembrerà una domanda banale e scontata, ma non è detto che tutti ne abbiano un’idea chiara!

    Immaginatevi una stanza di una dimensione ampia. Fatto? Ecco, ora entrateci.

    Immaginate che sulla parete davanti a voi ci sia una cucina con una bella isola centrale con sgabelli dove potete tranquillamente sedervi a fare una piacevole colazione. E’ sabato mattina e volete leggervi quel libro che vi guarda da tempo, vi alzate dallo sgabello, vi girate e vi accomodate sul grande divano al centro della stanza.

    Ora che avete assaporato un pò di pagine del vostro libro dovete prepararvi che avete un appuntamento per un buon caffè con gli amici.

    Vi siete lavati e vestiti e vi manca solo cappotto, scarpe e chiavi di casa! Ecco che sempre in questa grande stanza, sulla parete opposta alla cucina, aprite l’anta dell’armadio su misura che ospita la cappottiera.

    Accanto aprite un’anta più piccola da cui estraete la scarpiera a scorrimento e scegliete quelle scarpe autunnali che tanto amate. Ora vi sedete sulla panca in nicchia, che c’è nell’armadiatura, vi allacciate le scarpe, siete pronti per uscire… Ah no! Avete dimenticato le chiavi!

    Le recuperate al volo dallo svuota tasche che c’è sulla sulle mensole a sinistra della porta et voilà, ora potete davvero uscire di casa! Spegnete le luci della stanza dall’interruttore collocato affianco alla porta blindata ed uscite.

    Questo breve momento immaginativo per aiutarvi a capire che cosa è oggi l’open space. Come avete visto può essere la stanza in cui passate più tempo nella vostra giornata e come tale serve dedicarle una progettazione su misura delle vostre abitudini.

    Dipende dalle vostre abitudini di vita e dalle esperienze e valori su cui queste si sono plasmate nel tempo!

    Un esempio. La convivialità e la condivisione informale degli spazi di casa con famiglia ed amici ha preso il posto della formalità tipica di quella stanza a parte ed isolata da cucina e salotto che era la sala da pranzo.

    Ma mettiamo che voi siate cresciuti avendo una sala da pranzo formale e che siate abituati a questo, difficilmente vedrete l’open space come una soluzione adatta a voi.

    Ecco perchè prima di dire di sì o di no all’open space, per me è necessario sempre VALUTARE ascoltando il racconto di chi siete e di come vivete, allora sì che la progettazione di casa diventa elemento prezioso e funzionale!

    Con cuore,

    Caterina.

  • Il render, questa magica immagine!

    Il render, questa magica immagine!

    Proprio così, i render nell’interior design sono accattivanti ed utili, ma per me da soli non bastano.

    Sono sicuramente uno strumento che può aiutare nei casi in cui il cliente fatichi molto nel visualizzare ed immaginare il progetto nella realtà.

    A volte una presentazione con moodboard, palette colori ed immagini di riferimento collegate a piante, prospetti e sezioni è sufficiente per immaginare il progetto prendere vita!

    … altre volte può bastare un collage ben fatto ed un disegno 3D che “crea” la volumetria di stanze ed arredi.

    Questo accade perché siamo tutti diversi e tutti abbiamo differenti background e capacità di analisi visiva.

    Personalizzo proprio perché credo che ogni casa meriti di fiorire a suo modo.🌷

    Con cuore.

    Caterina.

  • Il valore della luce

    Il valore della luce

    Uno degli elementi fondamentali per la progettazione di uno spazio interno è la luce.

    Per me ed il mio “modus operandi”

    La luce visibile è un tipo di radiazione elettromagnetica composta da un campo elettrico ed un campo magnetico che oscillano nella direzione dell’onda restando ciascuno perpendicolare rispetto all’altro.

    È grazie all’esperimento di Newton che nel 1677 si comprese

    Newton, nella pratica, oscurò la finestra del suo studio tranne che per un piccolo foro da cui poteva passare la luce del sole. Nel fascio della luce del sole che entrava dal foro pose un prisma di vetro.

    La luce del sole attraversando il prisma si scompose in varie fasce di colore.

    Newton comprese che la luce del sole quando incontrava un materiale che fosse diverso dall’aria cambiava traiettoria e che una parte di essa veniva assorbita dal materiale stesso, mentre un’altra parte veniva riflessa e quindi dispersa.

    Ed è studiando le varie angolazioni di questi cambi di traiettoria che si accorse che questi dipendevano dalla frequenza e dalla lunghezza dell’onda incidente.

    Newton individuò così lo spettro cromatico composto da 7 colori: rosso, arancio, giallo, verde, blu, indaco e viola.

    Tutti questi dati storici e scientifici sul funzionamento della luce sono per me utili nel lavoro di tutti i giorni perché grazie a loro ho una buona base che mi permette di:

    su tutti i dati riportati nella scheda tecnica di una sorgente luminosa e del suo corpo illuminante, come:

    Con cuore.

    Caterina

  • Felicità e casa.

    Felicità e casa.

    Vi dirò da subito che nelle mie riflessioni non sono giunta ad una certezza a riguardo. Sicuramente è un argomento iper complesso e pieno di sfaccettature date dai vissuti di ciascuno di noi.

    Quello che vi posso dire, da ciò che ho notato con l’esperienza, è che la casa è il luogo in cui ognuno di noi esprime la propria interiorità. Questo avviene indistintamente dall’aver avuto un interior al proprio fianco o meno, è un’azione spesso inconscia.

    Gli oggetti di cui ci circondiamo, le stanze di casa in cui passiamo maggior tempo raccontano di noi e di ciò che è importante per noi.

    La felicità è uno stato che non dipende esclusivamente da fattori materiali, ma gli oggetti, i colori, gli arredi, la funzionalità degli spazi di casa per me contribuiscono molto!

    Se avete voglia di approfondire l’argomento vi consiglio di leggere il libro da cui ho tratto la citazione di oggi!

    Io l’ho trovato molto interessante! È un racconto filosofico e pratico del legame tra architettura e felicità ed è scritto con ironia e consapevolezza. Poi aspetto di non minor importanza, è corredato da un ricco catalogo di foto per non perdersi eccessivamente nei meandri della storia dell’architettura.

    Buone riflessioni e buona lettura!

    Con cuore,

    Caterina.

  • Progettare case e project management, un connubio vincente.

    Progettare case e project management, un connubio vincente.

    È proprio così semplificare non è semplice!

    In qualunque processo il risultato della semplificazione appare (enfasi sull’appare) semplice. Anche il project management funziona così. Anche quando lo si applica alla progettazione degli interni di casa.

    Per raccontare di cosa si tratta partiamo col dire che è un metodo che utilizzo quotidianamente nel mio lavoro perché è preciso, codificato e si avvale di strumenti logici.

    Non lasciatevi però trarre in inganno perchè non è così semplice! Dietro a schemi chiari si nasconde un lungo pensiero di sottrazione, aggiunta, divisione ed eliminazione.

    Ogni parola ed ogni segno grafico vengono scelti con cura per esemplificare al meglio il concetto per il mio cliente e per aiutarlo a comprendere e a visualizzare con chiarezza le vari fasi di progetto e cosa otterrà da ciascuna di esse.

    La lettura di approfondimento che vi consiglio per introdurvi al concetto di progettazione metodica è:

    “Da cosa nasce cosa” di Bruno Munari

    Con cuore,

    Caterina.

  • Saper abbinare i colori non è gusto, ma è studio.

    Saper abbinare i colori non è gusto, ma è studio.

    La capacità di saper abbinare i colori non è solo una questione di gusto.
    È soprattutto una questione di studio. Di questo ne sono molto certa.

    Negli anni dell’università gli esami di storia dell’arte, architettura, tecniche artistiche, iconologia, iconografia e tanti altri mi hanno offerto una solida base.

    Lo studio del colore però è in continua evoluzione ed io con lui!

    Ogni giorno (anzi, siamo sinceri: a volte la giornata me lo concede e a volte no!) cerco di approfondirne e scoprirne un nuovo aspetto leggendo articoli, prendendo in prestito le nuove uscite di libri in biblioteca, ascoltando podcast, leggendo blog e arrivando sino alle fonti…

    È un aspetto così fondamentale della vita umana e della sua bellezza! Sono molto grata per questa formazione quotidiana perchè mi permette di dosare con attenzione i colori nelle case che progetto. Mi meraviglio sempre nell’osservare gli effetti che questi hanno sui miei clienti!

    Vi consiglio di entrare nel mondo del colore partendo dalla lettura di un trattato di un artista che amo molto:

    Wassily Kandinsky “Punto, linea, superficie”

    Non fatevi scoraggiare dal fatto che ho utilizzato il termine “trattato”, è un mondo da esplorare senza giudizio e da cui lasciarsi suggestionare!

    Chissà se una volta letto avrà risonanza anche in voi!

    Con cuore,

    Caterina.

  • Da dove nasce Interni di cuore?

    Da dove nasce Interni di cuore?

    In questo articolo cercherò di raccontarvi il come ed i perchè ho costruito a modo mio la mia professione da interior designer ed il mio brand: Interni di cuore.

    Dati oggettivi alla mano: sono Caterina Fedeli, ho 31 anni e sono nata e cresciuta Monza.

    Ho un diploma di liceo classico, sono laureata in Scienze dei beni culturali ed in Economia e gestione dei beni culturali…

    Ho praticato ed insegnato nuoto sincronizzato, ho lavorato in enti culturali privati e pubblici, ho lavorato in azienda, ho fatto volontariato nel mondo culturale…

    A 18 anni uscita da un liceo che mi aveva prosciugato la vita, nonostante la bellezza di ciò che mi insegnava, desideravo trovare un percorso di studi universitari che comprendesse arte e architettura: i miei due grandi amori.

    In Italia non ne esistevano e ciò che più avvicinava le due era “Scienze dei beni culturali”.

    Così mi sono iscritta ancora un po’ confusa e titubante.

    In breve però ho capito che era il luogo per me.

    Ho amato profondamente quello che ho studiato in quei tre anni.

    Scoprire le storie ed i progetti che si nascondevano dietro le opere d’arte, dietro le architetture ed i loro autori era ogni volta un meraviglioso viaggio che mi trasportava in un nuovo mondo in cui c’era sempre qualcosa di nuovo da imparare.  

    Ma non ero soddisfatta; mi sembrava ancora tutto così astratto e accademico, non spendibile nella realtà.

    Ho deciso quindi per una magistrale che pensavo fosse più “utile” nel mondo reale. Mi son iscritta ad Economia e gestione dei beni culturali ed è qui che ho scoperto il mio terzo grande amore: il project management.

    Uscita dall’università con un bagaglio di competenze nei più svariati ambiti, per i primi anni lavorativi mi sono lasciata trasportare dalla corrente.

    In questo periodo ho iniziato anche a formarmi tramite corsi e a seguire la gestione e la progettazione di una ristrutturazione commerciale molto complessa ed ambiziosa.

    Tutto questo mi ha fatto capire che ero sulla strada giusta…

    “Grazie” a lei ho avuto la possibilità di riflettere, studiare e mettere insieme tutti i pezzi del puzzle. Mi sono resa conto che era qui dove dovevo e desideravo arrivare, alla progettazione d’interni.  

    Al progettare case reali e colorate dove le persone potessero ritrovare ogni giorno un pezzo del proprio cuore e narrare la propria storia… proprio come accadeva nelle opere d’arte.

    Dalla fine della pandemia sono passati ancora due anni, due anni in cui ho messo in “cantiere” INTERNI DI CUORE.

    Se hai letto tutta la mia storia, ti ringrazio.

    Con cuore,

    Caterina.